Sicilia, la riviera dei Ciclopi

Ho visto cose così belle in questi giorni che non ci stanno tutte in una pagina ed io non ho nessuna fretta di esaurirle, così ho deciso di riportare il più possibile.

Sicuramente scriverò un unico articolo riassuntivo ma ora voglio fermare la felicità che ho accumulato, per i periodi di magra che sempre arrivano senza bussare.

Partiamo con un volo diretto Bari- Catania, noleggiamo un auto e risaliamo verso Messina, incontrando tre località facenti parte della cosidetta Riviera dei Ciclopi: Acireale, Acitrezza, Acicastello.

I paesi con questo prefisso, Aci, nella zona di Catania sono diversi e ricordano  il  mito del pastorello ACI ucciso per gelosia dal ciclope Polifemo a causa del suo amore per la ninfa Galatea che trasformò il sangue dell’innamorato in un fiume che scorre sotterraneo e si getta nel mare in un abbraccio eterno con la sua innamorata.

La città di Acireale fu ricostruita nel segno del barocco dopo il terremoto del 1693, anche se la sua fondazione è antichissima: con i Greci e i Romani era un famoso centro termale, grazie alle acque sulfuree provenienti dall’Etna, le stesse apprezzate secoli dopo da Wagner.

Merita una visita la Cattedrale Maria S.S. Annunziata per la meridiana presente all’interno, costruita nel 1843, che segna il mezzogiorno astronomico e dava agli abitanti di Acireale la possibilità di conoscere il segnale delle ore 12, necessario per regolare gli orologi meccanici. Per una scala tortuosa si sale alla torre campanaria da cui si ottiene un impressionante colpo d’occhio sulla città, delle cento campane e dalle oltre quaranta chiese.

Chiesa S.S. Maria Annunziata
Vista della città

Attraverso la riserva naturale della Timpa, un promontorio lavico formatosi con le eruzioni, alto più di 150 metri e affacciato sul mare, si giunge al borgo di Santa Maria della Scala.

Riserva naturale della Timpa
Borgo di pescatori

Questo piccolo borgo di pescatori è davvero bello e affascinante, un posto top secret, tra mare, storia e panorami mozzafiato.

Non si tratta di un percorso qualunque, ma di un sentiero in pietra del XVI secolo, che attraversa i fianchi dell’antichissimo promontorio lavico fino ad arrivare al livello del mare. Un percorso davvero originale, tra natura, costoni lavici e una bellissima vista sul mare.

Acitrezza invece è un paesino affacciato sul mare, tra resti di colate laviche giunte fin qui, leggende e romanzi.

La leggenda vuole che questi faraglioni siano stati lanciati da Polifemo, il gigante con un solo occhio, per tentare di uccidere Odisseo che si dava alla fuga dopo averlo accecato.

Poco distante si trova Acicastello, che si caratterizza per il Castello normanno, situato in una scenografica posizione, su uno sperone di roccia nera vulcanica a picco sul mare da dove la vista spazia sulle isole dei Ciclopi.

Castello di Acicastello
Veduta dei faraglioni di Acitrezza da una delle finestre del Castello

La visita al castello è interessante principalmente per il panorama. Oggi il Castello ospita il Museo Civico oltre che un rilassante giardino botanico.

La sera rientriamo a Catania, dobbiamo riposare l’indomani abbiamo un appuntamento a lungo desiderato con l’Etna.

P.S. Non abbiamo trovato la Sicilia soleggiata e calda che desideravamo ma questo non ci ha fermati 🙂

Un commento

  1. Avatar di Giuseppe Giuseppe ha detto:

    Pirandello e Camilleri hanno ricevuto i natali dalla splendida Sicilia..
    La narrazione è degna dei loro natii

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